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Global dimming Stampa
Carmine Santoro   
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Parlare di Global dimming è come rimescolare le carte sulle tante ipotesi che animano studiosi e scienziati di tutto il mondo impegnati a studiare le diverse tesi sulle conseguenze derivanti dalle emissioni inquinanti nell'atmosfera e dal Global warming .

Ma se sappiamo abbastanza del riscaldamento del globo (un grazie va anche ad Al Gore), cosa
sappiamo del Global dimming, vale a dire, dell'oscuramento Globale?

Poco o niente. Allora, proviamo a saperne di più!

Il termine Global dimming fu coniato nel 1986 da un ricercatore nipponico in un primo rapporto sull'oscuramento globale ed è singolare che non sia mai emerso in uno dei tanti dibattiti sull'effetto serra e sul riscaldamento del pianeta.

Tuttavia, il Global dimming conta diversi sostenitori, divenendo, specie nell'ultimo anno, un argomento assai dibattuto dai giornali e nei forum su Internet in lingua inglese che si occupano di cambiamenti climatici.

nns_global_dimming3.jpgNel nostro Paese il termine Oscuramento globale (Global dimming) è poco noto.

Global dimming, global warming, buco dell'ozono sono tutti elementi che si tengono in equilibrio tra di loro per non compromettere la salute del  pianeta.

I rapporti stilati sull'argomento parlano di un abbassamento di luminosità sulla superficie terrestre, impressionante, in alcune zone del mondo.

Tuttavia, questo effetto sembra non abbia nulla a vedere con la luminosità del sole, la quale rimane costante, o tutt'al più soggetta a minime variazioni. Così pare che cambiamenti climatici, tanto massicci specie nell'emisfero Nord, "possono essere soltanto spiegati come dovuti alle particelle emesse dalla combustione degli idrocarburi che formano un aerosol nell’atmosfera".

Oltre ad immense quantità di gas serra immesse nell'atmosfera, si trovano infatti forme d'inquinamento più solide, le quali generano una grande quantità di pulviscolo atmosferico.

Si tratta di minuscole particelle sospese, risultate, appunto, dalle attività umane, le quali oltre a riflettere direttamente una parte della radiazione solare, fungono da nubi di condensazione per le molecole di acqua e poiché la riflettività delle nubi dipende dall'area delle goccioline, queste nubi inquinanti sono più riflettenti di quelle non inquinate (tante  piccole goccioline hanno un'area più grande che di quelle grandi), contribuendo, in tal modo, a generare una maggior nuvolosità, riducendo così la quota di radiazione solare che raggiunge la superficie del pianeta durante le ore diurne.

Da ciò ne consegue che ad essere penalizzata da un calo della radiazione solare è l'agricoltura, poichè la carenza di luce condizionerebbe molto la produzione agricola e la crescita vegetale in genere.

E se il sale del mare ed i composti solforati naturali emessi dal plancton sono importanti per la formazione delle nubi, lo sono anche le emissioni vulcaniche; tuttavia, stando ai risultati di un esperimento condotto sull'Oceano Indiano , sembra che esse siano transitorie rispetto agli effetti derivanti dalle particelle antropogeniche (!)  nell'atmosfera, che a quanto pare dominano gli effetti naturali.

Inoltre - ma questo lo diciamo sottovoce - sembra che il Global dimming possa ripercuotersi in maniera seria sulla salute umana.

http://ilprofessorechos.blogosfere.it/clima/
 
 

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