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Il colonnello Giuliacci, del Centro Epson Meteo, ha rilasciato una intervista in cui commenta i risultati del rapporto sul clima dell'IPCC e suggerisce di riconsiderare la prospettiva di usare le centrali nucleari per produrre energia con basso impatto sul clima.
La soluzione nucleare dovrebbe essere il male minore, di fronte
all'emergenza climatica. Dovrebbe anche essere una soluzione
temporanea, da utilizzare solo fino a quando la tecnologia della
fusione non sarà in grado di sostituirsi alla fissione (sono le stesse
posizioni di James Lovelock).
Eccovi alcuni passaggi dell'intervista sui rapporti tra fonti di energia e clima, realizzata da Fabio Cavallotti:
Le energie rinnovabili posso affrontare il problema?
Queste energie non sono sufficientemente efficaci. Nessuna è in grado
sostituire il combustibile fossile. Né il solare, né l’eolico, né le
biomasse.
Faccio
un esempio. Se in Italia si volesse puntare, con tutti gli sforzi,
sulle rinnovabili si potrebbe sopperire, entro 20 anni, al 25% del
fabbisogno energetico. E l’altro 75%?
Attualmente c’è una sola
energia, abbondante, prodotta a costi ragionevoli e a impatto zero per
quanto riguarda le emissioni di gas serra: il nucleare.
Il nucleare spaventa.
Lo so, la gente ha paura, ma dovrebbe fare un esame di coscienza. Per
prima cosa perché le attuali centrali sono più sicure e producono una
quantità inferiore di scorie. E poi perché il pericolo è solo
potenziale. Dopo Chernobyl non ci sono più stati incidenti di rilievo.
Lo sa che in Italia ogni anno ci sono 4.000, 5.000 vittime per
incidenti stradali? Eppure nessuno si sogna di non usare l’auto.
Ammetterà, però, che il problema della scorie radioattive è serio.
Sicuramente, ma il matrimonio con il nucleare per fissione non sarà
eterno. Sarà un passaggio, un periodo di transizione, in attesa che
diventi realtà un’altra fonte energetica, il termo-nucleare, un’energia
tendenzialmente pulita.
Si riferisce al nucleare per fusione, cioè quella forma di
energia in grado di riprodurre la reazione che avviene nel Sole e nelle
altre stelle?
Sì. E’ una forma di energia che ha bisogno, come carburante, solo di
due elementi che si trovano nell’acqua, il deuterio e il trizio.
Produce poche scorie, la cui radioattività si abbatte in periodi di
circa 100 anni. Recentemente i paesi maggiormente industrializzati,
Usa, Unione europea, Cina e India, hanno sottoscritto un accordo per la
costruzione di una centrale termonucleare sperimentale nel sud della
Franca, a Cadarache. Il progetto è stato chiamato ITER e prevede la
fine dei lavori nel 2015.
Credo
che nel giro di 50 anni la fusione possa diventare una realtà in grado
di risolvere, definitivamente, la fame di energia dell’uomo, senza
modificare i delicati equilibri climatici del pianeta.
Mario Giuliacci: il nucleare contro l'effetto serra su Alice
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