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Le Nubi Stampa
Filippo Perpetua   
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Le nubi sono la manifestazione più caratteristica dell’aria atmosferica, carica di vapor d’acqua. Riconoscere le nubi e gli altri fenomeni meteorologici , 

conoscere il funzionamento della macchina del clima vuol dire avere strumenti preziosi per comprendere ed in qualche misura prevedere l’evoluzione del tempo atmosferico.
Poco sopra la linea d'orizzonte cominciano ad apparire nuvole alte, sottili, di varie forme: delicati filamenti bianchi, tenui macchie latti­ginose o strette fasce fibrose. La più alta di queste nubi impiega tre o quattro ore per giungere sulla verticale del punto di osserva­zione e dopo il suo passaggio la massa nu­volosa si allarga fino a formare un immenso velo di nubi che occupa interamente il cielo.

Il sole brilla sempre più pallido e diventa ancor meno visibile poco più tardi: infatti la massa nuvolosa grigiastra, informe, lascia in­travedere solo qualche minuscolo squarcio di azzurro, poiché si abbassa, fino ad assorbire in sé l'ultimo sole rimasto. Ormai sembra quasi che le nuvole si possano toccare con un dito, tanto sono vicine al suolo e cadono le prime gocce di pioggia.

Sono trascorse circa sette o otto ore dall'avvista­mento del primo filamento lattiginoso, quando il sole splendeva: adesso bisogna ripararsi dalla pioggia, che dura qualche ora, fissa, persistente ma non è un acquazzone. Segue, dopo qualche ora, un'ampia schiarita, con il sole che torna a splendere. Per poco però. Nuvole basse, isolate, ciascuna delle quali sembra svilupparsi soprattutto verticalmente più che orizzontalmente, tornano a coprire a chiazze il cielo.

Le chiazze hanno una base netta, definita, ed una cima a forma di cavolfiore. Alcune di queste nubi sembrano ingrandirsi, aumentare di volume, raggiungendo grandi altezze. Quando ne passa una sopra il punto di os­servazione ha un aspetto minaccioso: copre interamente il cielo con la sua base che nel frattempo è diventata immensa, ma di cui si distingue ben netto il confine, al di là del quale appare l'azzurro.

La grande coperta grigia, plumbea, mantiene poi le sue minacce: una pioggia violenta, di grande intensità, accompagnata da scariche elettriche e da tuoni crea una cortina opaca tra le cose. Dura poco, lasciando le strade lavate e piene di pozzanghere. Poco dopo riappaiono le masse bianche dalla base netta e dalla cima a cavolfiore. Tutto il sistema nu­voloso è passato.

Questo resoconto potrebbe costituire l'espe­rienza visiva di un attento osservatore del cielo in occasione del passaggio di una per­turbazione delle medie latitudini, quelle latitu­dini cioè che si trovano all'incirca tra i tropici e i circoli polari.

Durante il suo passaggio la perturbazione si è resa visibile attraverso quasi tutti i tipi di nubi che si osservano nell'atmosfera: per primi sono arrivati i cirri tenui e fibrosi che velano solo leggermente il sole; sono poi sopravve­nuti gli strati, di grande estensione orizzonta­le, che coprono quasi interamente il cielo; per ultimi sono apparsi i cumuli, dalla base netta e dalla cima a cavolfiore; alcuni di loro infine si sono sviluppati rigorosamente in verticale di­ventando cumuli temporaleschi, altrimenti detti cumulonembi.

Prima di approfondire lo studio dei vari tipi di nubi è necessario fare un'importante precisazione sulle nuvole e sui sistemi nuvolosi in genere.

Le nubi non possono essere considerate come alcuni fanno, degli oggetti che galleggiano in aria e che vengono trasportati da un posto in un altro a seconda di come e da dove esso spira: non sono insomma delle entità che esistano autonome, sempre le stesse su tutto il globo, trasportate di qua e di là in balia dei movimenti d'aria. Le nubi sono semplicemente il «rendersi visibile» dell’aria atmosferica, quando nei suoi movimenti essa arriva in una zona favorevole alla loro formazione.

Nella descrizione che è stata fatta in precedenza, i cumuli, gli strati ed i cirri figuravano apparire secondo una ben determinata sequenza spaziale e temporale. In realtà non avviene sempre così: i cumuli, ad esempio, molto spesso si vedono formarsi senza essere stati preceduti né da cirri né da strati; i cirri possono seguire la formazione di un cumulonembo e così via.

In realtà quasi ogni tipo di nuvola si può formare autonomamente rispetto agli altri, essendo differenti e, parzialmente, indipendenti i movimenti dell'aria che controllano il loro ciclo vitale.

È necessario dunque pensare a qualsiasi tipo di nuvola (cirro, strato o cumulo) come indicatore di un fenomeno che sta accadendo nell'atmosfera in quel luogo ed in quel particolare momento e che, se non ci fosse la nube, rimarrebbe nascosto alla nostra vista. Seguendo questa linea, cercheremo, di classificare ogni tipo di nube.


 
 

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