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Filippo Perpetua   

DI CHE COSA È FATTA UNA NUBE?

È esperienza comune che una nube può ap­parire con una parte più scura ed una più chiara; la parte più scura venendo interpreta­ta molto spesso come sicura apportatrice di pioggia. In realtà, le cose non stanno così: il colore o la tonalità di una nube o di un gruppo di nubi è semplicemente dato da effetti ottici dovuti alla rifrazione o all'inclinazione dei raggi solari: non è dal colore di una nube che possono venirci informazioni utili per com­prenderne la natura.

E necessario, a questo punto, addentrarsi idealmente in una nube, per scoprire la sua costituzione interna.

Se muniti di una potente lente di ingrandi­mento, ci si accostasse a una nube tanto da poterne esaminare un “brandello”, si scopri­rebbe che essa è composta da un numero enorme di minutissime goccioline d'acqua. È necessario tuttavia domandarsi perché, se è vero che la nube è formata da goccioline, esse non precipitano verso il basso a causa del loro peso. In realtà, l'aria che forma la nube si muove quasi sempre verso l'alto, im­primendo a ognuna delle goccioline presenti una spinta che in generale è capace di bilan­ciare il loro piccolo peso. Più avanti si vedrà come, in certe nubi, i moti di salita dell'aria siano estremamente vigorosi e come siano capaci di trattenere in sospensione pezzi di ghiaccio di svariati centimetri di diametro.

Vi è ancora una questione da risolvere a pro­posito della composizione di una nube: se essa non è altro che acqua, da dove proviene quest'ultima?

Per chiarire le idee è necessario descrivere più in dettaglio i processi atmosferici che concorrono al trasporto dell'acqua nell'at­mosfera.

L'acqua della nube è ricavata dai mari, dai laghi, dai fiumi attraverso un processo di evaporazione che sottrae l'acqua dalla terra e dagli oceani cedendola all'aria sovrastante. Questo processo consuma molta energia, nella fattispecie calore, che viene assorbito dall'acqua liquida per potersi trasformare in vapore, per essere poi trasportata verso l'alto. Il calore del sole, in particolare, serve per “staccare” l'una dall'altra le singole molecole dell'acqua liquida, che vengono disperse di­sordinatamente verso l'alto tra le molecole dell'aria, che si trasforma così in aria umida. Se quest'ultima, durante il suo girovagare, trova condizioni ambientali favorevoli, le mo­lecole d'acqua in essa contenute possono riunirsi insieme ancora una volta, dando luo­go alla formazione di piccole goccioline, l'in­sieme delle quali costituisce una nube. In questo caso, il calore che era servito per staccare le molecole d'acqua all'inizio del processo e che era rimasto “immagazzinato” in esse viene ceduto all'esterno. In seguito si vedrà come questa cessione di calore sia fondamentale per comprendere il ciclo vitale di una nube.


 
 

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