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Il Clima di Sepino (Cb) in un documento del 1850 Stampa
Tratto da: F. Girelli, Il Regno delle due Sicilie descritto ed illustrato, 1840   

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Per avere un’idea di come il clima influenzasse la vita quotidiana anche nel 1800 riportiamo di seguito la descrizione degli effetti delle condizioni meteo sull’agricoltura nel circondario di Sepino (Campobasso).
“Per la condizione locale i venti che più vi dominano sono il borea, lo scirocco,il libeccio e l’austro. Nell’inverno è tenacissimo il predominio del borea, il quale rende l’aria fredda, ma pura e scevra da miasmi.

Sovente viene in contrasto con il libeccio, e allora folgori e tempeste,le quali abbattono alberi ed arbusti. Le folgori non sono rare. La grandine nella stagione d’inverno è quasi frequente, ma per nulla nociva. Nell’estate di rado avviene, ma dannosa. Le nevi che cadono copiose fino all’altezza di 2 a 3 palmi, nell’abitato hanno la media durata di 12 giorni; ma se avviene che lo scirocco soffi, allora si sciolgono in meno di ventiquattr’ore.

Le piogge sono frequenti nell’inverno, nella primavera e nell’autunno, a causa del sovrapposto Matese; e se nei tempi andati erano rarissime le alluvioni, ora sono divenute piuttosto frequenti da che gli agricoltori Sepinesi sempre ingordi ed insaziabili di terreni, ad onta dell’esteso tenimento, han messo a coltura i fondi siti alle pendici della montagna,ove prima le folte macchie imbrigliavano lo scolo delle macchie.

Ed invero, è memoranda per noi l’alluvione del 1841, per la quale restarono danneggiati e disfatti quattro mulini, una gualchiera, varie case di campagna, vigne, arbustati, seminati, giardini, e quel che è più doloroso, l’antico Ponte arcuato sul fiume Tappone, il quale nelle basi fu talmente infralito, che senza la momentanea sollecitudine dell’amministrazione, sarebbe già crollato con grave danno de cittadini, i quali continuamente vi passano nell’andare e venire dalla campagna. Anche nell’interno del comune la declive strada detta di Pietrafitta restò sprofondata a circa 14 palmi per la lunghezza di più di 100; in guisa che, se le case laterali non si trovavano poggiate sulle fondamenta di enormi fitti macigni, tutte sarebbero andate a rovina.

Le nebbie possono dirsi rare nel paese, ma spesso si elevano nella pianura a cagione del fiume Tammaro che la interseca. Che se poi avvengono quando il grano è presso alla sua maturità, sono allora assai notevoli, perché producono la rubigine che frusta le speranze del misero colono. Il clima per la situazione topografica del paese pel predominio del borea, il quale è da poco tempo in qua più intenso per effetto de dissodamento del bosco Galdo, che con la spessezza de suoi alberi per lo addietro ne garantiva dalla sua foga è puro et asciutto; se non che son frequenti gli improvvisi mangiamenti atmosferici; e passando dal caldo al freddo, viceversa, la salute speso risente delle oscillazioni, ed in particolare va soggetta a reumatismi”.

Tratto da: F. Girelli, Il Regno delle due Sicilie descritto ed illustrato, 1840
 
 

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