| Energia eolica, il Molise affonda |
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![]() A questo punto pare segnata la sorte della centrale da 162 megawatt, che sfruttando la forza dei venti sul mare avrebbe dovuto produrre la corrente necessaria ai consumi di circa 120 mila famiglie. Nei piani della Effeventi, la società milanese che aveva presentato il progetto pensando di finanziarlo con capitale privato, il parco eolico avrebbe dovuto sorgere nel giro di un anno e mezzo, ma l'iter necessario per un eventuale via libera alla centrale è abbastanza controverso, non esistendo in Italia precedenti di altre strutture offshore, impianti che per le loro caratteristiche toccano competenze sia nazionali che regionali. Sull'ipotesi deve ancora esprimersi la Via, la commissione nazionale per la valutazione d'impatto ambientale, che probabilmente darà parere positivo limitandosi a chiedere qualche modifica sull'aspetto più delicato della struttura, ovvero "l'attracco" dei cavi sottomarini sulla terraferma. Le pale infatti sono talmente distanti dalla riva che nelle simulazioni grafiche che accompagnano il progetto (guarda la galleria fotografica) sono visibili a malapena. Il sì della Via difficilmente spingerà però il governo ad andare a uno scontro con il Molise, sfidando anche il veto del ministro Di Pietro che domani ribadirà la sua contrarietà al comandante della Capitaneria di Porto di Termoli, Luca Sancilio. Una probabile rinuncia contro cui le associazioni ecologiste storiche come Legambiente e Greenpeace (ancora una volta contrapposte ai piccoli comitati ambientalisti locali) annunciano battaglia. "Sbaglia la Regione Molise a bocciare il parco eolico offshore, al largo delle sue coste", afferma Edoardo Zanchini, responsabile nazionale Energia di Legambiente. "E' un errore, l'impianto va fatto - aggiunge - e la posizione della Regione è tanto più inaccettabile in quanto la sua è una bocciatura a priori: continua a dire no senza entrare nel merito del progetto". Posizione che combacia con quella di Greenpeace. "Siamo favorevolissimi a questo parco eolico, bloccarlo è un'assurdità - spiega il responsabile delle campagne dell'organizzazione, Francesco Tedesco - che ci sembra nasca anche dall'ignoranza su cosa sia veramente una centrale di questo tipo". "Anche i timori per il turismo - aggiunge Tedesco - ci sembrano fuoriluogo: l'esperienza straniera, con i primi grandi impianti offshore meta di visite e gite, ci dice che le cose stanno in maniera esattamente opposta. Quello molisano sarebbe il primo e al momento unico in Italia, è inevitabile che finirebbe per essere un ulteriore richiamo turistico". Il Molise, evidenziano ancora Zanchini e Tedesco, "ha installato solo 54 megawatt di energia eolica e nessun progetto di impianto a terra viene più approvato da mesi, il solare fotovoltaico è a zero e, ora, si blocca anche l'eolico a mare: come pensa la Regione di dare il proprio contributo alla lotta ai mutamenti climatici e all'adeguamento della nostra politica energetica agli obiettivi di Kyoto?". "La verità - conclude Zanchini - è che questo progetto paga due gravi problemi: come spesso accade in Italia non è stato presentato nel modo appropriato e nei tempi giusti, coinvolgendo la popolazione, bensì facendone scoprire l'esistenza ai comuni interessati solo all'ultimo momento e quasi per caso. A penalizzarlo fortemente è poi il fatto che a proporlo non sono stati colossi come l'Eni o l'Enel, contro i quali difficilmente la Regione avrebbe trovato la forza di fare la voce grossa, ma da una piccola società". Fonte:www.repubblica.it |
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