| Da Erice: un progetto salva clima |
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| Luciano Vecchi | |
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Per porre rimedio ai mutamenti climatici e al gran caldo che aumenta di
anno in anno, benvengano anche i tentativi di coloro che, nell'ambito
dell'ingegneria climatica o geoingegneria, siano in grado di dimostrare
la fattibilità delle loro soluzioni.
Una delle soluzioni, il cui costo è stimato in 20 milioni di euro, è quella di Paul Crutzen, Nobel per la Chimica nel 1995 per i suoi studi su formazione e deterioramento dell'ozono, una molecola composta da 3 atomi di ossigeno.
L'idea
dello scienziato, ha le fattezze d'un grande ombrello chimico, fatto di
zolfo, da iniettare nell'atmosfera per ridurre la radiazione solare.
L'idea è nata osservando l'eruzione del vulcano Pinatubo,
sull'isola di Luzon (Filippine), di come le particelle eruttive del
vulcano abbiano creato nella stratosfera una sorta di scudo
artificiale, attenuando in tal modo la luce solare. Difatti, nel 1991,
l'eruzione di Pinatubo proiettò nella stratosfera 10 milioni di
tonnellate di zolfo, e con grande meraviglia degli studiosi, si potè
constatare che l'eruzione aveva fatto diminuire lo strato di ozono
atmosferico, abbassando la temperatura media terrestre di circa 0,5°C
nei due anni a seguire, con un picco di 1,5°C nei mesi successivi
all'eruzione. Lo zolfo reagendo con l'ossigeno dell'aria aveva formato
prima diossido di zolfo (SO2), e poi una serie di solfati,
che hanno creato nella stratosfera un vero e proprio schermo di
aerosol, capace di riflettere e assorbire le radiazioni solari,
diminuendone la quantità che raggiunge il suolo. Nel 2006, sulla
rivista Climatic Change, Paul Crutzen propose
di riprodurre artificialmente gli effetti dell'eruzione di Pinatubo,
inviando nella stratosfera un milione di palloni aerostatici che
potessero trasportare una tonnellata di zolfo ciascuno. Una volta
liberato lo zolfo innescherebbe la reazione chimica, creando lo schermo.
Fonte: http://ilprofessorechos.blogosfere.it |
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