| I CUMULI |
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| Filippo Perpetua | |
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I cumuli erano quelle
nuvole, che, nella descrizione iniziale della
perturbazione, apparivano per ultime come chiazze bianche dalla
base netta e dalla cima a forma di cavolfiore. È proprio
quest'ultima la caratteristica più evidente che permette
di distinguere un cumulo da un'altra nube; un cumulo, specialmente se
in formazione, possiede sempre una cima di tali caratteristiche. Le nubi cumuliformi sono riconoscibili anche per la loro sensibile estensione verticale che può essere paragonata alla dimensione orizzontale. Attraverso questi due segni di riconoscimento e sapendo anche che la base di una nube cumuliforme è piuttosto vicina alla terra (si trova circa a 500=1000 metri di altezza) è relativamente facile distinguere i cumuli dalle altre nubi. Vedremo come la formazione di un cumulo possa avvenire in diverse condizioni: accompagnata da altri tipi di nubi (i cirri e gli strati, ad esempio) oppure senza che appaia alcun altro tipo di nube. In ambedue i casi comunque i movimenti dell'aria che portano alla formazione dei cumuli sono gli stessi. Vedremo, inoltre, come essi siano caratterizzati da una risalita di forzata dall'esterno, costituita da bolle d'aria che salgono molto velocemente dalla superficie terrestre verso l'alto, si raffreddano e di condensano determinando la forma cumuli. Questo tipo di moto ascendente dell'aria è chiamato "convettivo"; esso in genere ha origine quando strati di aria calda, più leggera, che tende a salire si trovano sotto strati di aria molto più fredda, più pesante. I cumuli si presentano in genere non isolati: essi, il più delle volte, sono disposti disordinatamente in orizzontale, ma non è raro il caso di vederli su di un'area estesa "strade di cumuli". Se l'aria trova condizioni favorevoli essa può proseguire il suo moto connettivo verso l'alto penetrando sempre più profondamente nell'atmosfera: il cumulo quindi può grandemente verso l'alto, allargando nel contempo la propria base. Il cumulo "humilis" diventa prima "congestus", poi "cumulonembo". Il cumulonembo ha una forma che si distacca leggermente da quella tipica del cumulo; la sommità a cavolfiore è sostituita da una di incudine. Questo avviene perché, l'aria che forma la nube è arrivata alla massima altezza cui può salire nell'atmosfera ed ha deviato orizzontalmente verso l'esterno trascinando con sé vapore condensato che dà luogo all'incudine. Il cumulo non potrebbe non trovare le condizioni per una sua crescita massiccia, quando la massa d'aria che sale incontra uno strato di aria che la blocca: questo strato d'aria in gergo tecnico si chiama "inversione". L'aria allora si allarga sotto l'inversione, trasformando la nuvola abbastanza estesa in verticale in una specie di "frittella":la nuvola così formata è detta "stratocumulo". Può avvenire inoltre che il piccolo cumulo trovi nel suo cammino in salita un'inversione che sia efficace per bloccare l'aria umida ma non l'aria satura di vapore, dando quindi luogo ad una nube caratteristica estremamente alta in verticale, ma molto stretta alla base, chiamata "castellatus". Esamineremo le caratteristiche e la vita di ognuna di queste forme della famiglia dei cumuli.
Photographs courtesy Michael Bath, Jimmy Deguara and David Croan
Australian Severe Weather
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