| Groenlandia, la "nuova corsa all'oro" |
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| Luigi Bignami | |
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NUUK, GROENLANDIA -- I mutamenti climatici e lo scioglimento dei
ghiacciai stanno aprendo - paradossalmente - nuove prospettive di
guadagno economico dalle parti del Mar Artico. Sull’isola arrivano i
cercatori di diamanti e oro, mentre i cacciatori Inuit si stanno
trasformando in guide turistiche.
In questi mesi è assai difficile trovare un
elicottero da affittare in Groenlandia. E in questo Paese l’uso di tale
mezzo non è uno sfizio da ricchi, ma spesso una necessità, visto la
mancanza di strade e le immense distese di ghiaccio che impediscono i
collegamenti tra una località e l’altra.
Ma come è possibile che si faccia la coda per
trovare un elicottero? La scarsità è dovuta alla “corsa ai diamanti”
che si è scatenata recentemente. Cercatori da ogni dove, ma soprattutto
dagli Stati Uniti, sperano di diventare ricchi grazie a qualche
eclatante scoperta. I cercatori hanno iniziato a setacciare vaste aree
della Groenlandia sulle quali i ghiacci si stanno ritirando
velocemente, portando allo scoperto rocce da sempre nascoste alla vista
dell’uomo.
La nuova corsa alla ricchezza si è scatenata
soprattutto da quando, questa estate, si è sparsa la voce della
scoperta di un diamante da 2,4 carati in prossimità del Lago Carnet,
che si trova nella parte occidentale dell’isola. Ma questo è solo
l’ultimo dei 236 diamanti portati alla luce di cui si ha notizia
finora. E le prospettive in tal senso sono davvero buone, visto che
l’area dovrebbe avere una geologia simile a quella nord orientale del
Canada, dove è nota l’esistenza di diamanti.
Ma recentemente si è fatto avanti un altro
potenziale richiamo: l’oro, che è già stato scoperto in diverse
località e in alcune delle quali sono già state aperte delle miniere.
Inoltre anche lo zinco sta facendo da richiamo a società minerarie e
numerose richieste per la ricerca del petrolio stanno arrivando al
governo del Paese, visto che si ipotizza che ve ne dovrebbe essere in
grande quantità di fronte alle coste dell’isola, dove i ghiacci
sembrano ritirarsi a vista d’occhio.
Dunque qualcosa di rivoluzionario sta intaccando la
Groenlandia, una delle aree del pianeta che più di altre sta subendo
profondi cambiamenti in seguito alla variazioni climatiche e non sempre
è a favore della popolazione Inuit che vive sull’isola.
Tutto è cambiato: i paesaggi, il clima, gli
ecosistemi e per la maggior parte degli eschimesi della Groenlandia,
gli Inuit, è difficile stare al passo con tutto ciò, loro che vivono da
millenni a
strettissimo contatto con la natura, la quale,
quando è cambiata nel passato, è mutata molto lentamente. Oggi invece,
tutto corre molto velocemente, al punto che a volte anche per gli
stessi Inuit diventa difficile capire la consistenza del ghiaccio con
cui hanno da sempre avuto a che fare.
Da sempre la caccia è stato l’elemento centrale
della cultura Inuit, ma negli ultimi anni il numero dei cacciatori si è
più che dimezzato. E proprio il cambiamento climatico è la causa di
ciò. Solo 20 anni fa i turisti lungo le coste della Groenlandia erano
piuttosto rari, perché i fiordi attorno alla grande isola erano
bloccati dai ghiacci fino a luglio inoltrato. Ma oggi essi sono
navigabili già da aprile, maggio. E ciò sta attirando turisti come non
mai.
Se solo una decina di anni fa nessuno avrebbe
immaginato un crociera tra i fiordi groenlandesi ora sono già 8 le navi
che fanno spola tra iceberg e ciò che il mare ha conquistato alla terra
al ritiro delle lingue di ghiaccio che si appoggiavano su di esso.
“Si potrebbe dire a ragione che gli Inuit della
Groenlandia sono il primo popolo ad essersi adattato ai cambiamenti
climatici. La gente, qui, è determinata a sviluppare una forma di
turismo sostenibile che non faccia a pugni con le loro tradizioni e nel
pieno rispetto dell’ambiente in cui vivono”, ha detto Jacqueline
McGlade, direttore della European Environmental Agency.
E così quei cacciatori sono diventati guide perché
il turismo bussa alle porte e, prepotentemente, è diventato parte della
vita degli Inuit che sembra la strada per facili guadagni. Ora sono gli
stessi cacciatori ad impedire qualsiasi forma di caccia. Nessun trofeo,
dicono, né di foca, né di orso bianco.
E hanno trovato il modo di rendere ospitale la
Groenlandia per tutto l’anno. In autunno e in inverno, ora che la
temperatura media di quei mesi è salita anche di 3° centigradi, portano
gli ospiti paganti sui cani da slitta o a caccia di pesce (per
mangiare, si intende), mentre in primavera e in estate il turista può
assistere alla caccia delle foche, dei narvali e dell’orso bianco, da
parte degli Inuit stessi, però.
Fonte:http://www.montagna.tv
Foto courtesy Greenpeace.com
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