| Il nucleare non è poi così cattivo 2 |
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| Luciano Vecchi | |
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Post precedente: "Il nucleare non è poi così cattivo" Circa i 4/5 dell'attuale produzione energetica italiana è ottenuta bruciando petrolio, gas naturale e in misura minore carbone. Tutte e tre le fonti emettono in atmosfera massicce quantità di CO2 e altri inquinanti cancerogeni. Anche lo stesso gas metano, un idrocarburo che sta acquisendo sempre più importanza sul mercato italiano come fonte energetica pulita, emette nell'atmosfera, non solo anidride carbonica ma soprattutto, a causa delle perdite durante l'estrazione ed il trasporto, considerevoli quantità di CH4, che ai fini dell'effetto serra presenta un Gwp (global warming potential) pari a 21, ovvero 21 volte più nocivo dell'anidride carbonica rispetto all'effetto serra.[1] E' indubbio quindi che l'energia del sole e del vento sia la via più indicata per ridurre il surriscaldamento globale ed aspirare ad avere un mondo meno inquinato e al riparo da estremi meteorologici quali ondate di calore, siccità, piogge torrenziali... E' altresì vero però, che bisogna dare loro il tempo di crescere, perchè, secondo le analisi del gruppo di scienziati "Galileo 2001", allo stato attuale, "per sostituire con il fotovoltaico il 50% della produzione elettrica nazionale da fonti fossili sarebbe necessario installare 120 GW fotovoltaici (con un impegno economico non inferiore a 700 miliardi di euro), a fronte di una potenza fotovoltaica attualmente installata nel mondo inferiore a 5 GW. Installando in Italia una potenza fotovoltaica pari a quella installata nel mondo intero, si raggiungerebbe a malapena il 4% degli obiettivi prefissati dal Protocollo di Kyoto". Ma anche con l'eolico, sebbene sia in fase di crescita, la situazione non migliorerebbe di molto, avendo il nostro Paese poche zone adatte alle centrali eoliche. "Sostituire con l'eolico il 50% della produzione elettrica nazionale da fonti fossili significherebbe installare 80 GW di turbine eoliche, ovvero 80.000 turbine (una ogni 4 kmq del territorio nazionale), con un investimento non inferiore a 80 miliardi di euro. In Germania, paese di eccellenza per l'eolico, e meno in affanno di noi dal punto di vista energetico (possiede 17 centrali nucleari) i 18 GW eolici (oltre il 15% della potenza elettrica installata), producono meno del 5% del fabbisogno elettrico tedesco (da noi non si arriva neanche ad un punto percentuale).[2] Fonte : http://ilprofessorechos.blogosfere.it/ |
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