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Clima, dieci anni di tregua per il riscaldamento Stampa
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ROMA (2 maggio) – Il riscaldamento globale per dieci anni dovrebbe dare tregua, ma saranno anni durante i quali non bisognerà perdere tempo, ma prepararsi per il futuro. A concederli, almeno ad Europa e America del Nord, saranno i movimenti delle correnti oceaniche, che secondo uno studio tedesco pubblicato da Nature riusciranno a contrastare fino al 2020 gli effetti dei gas serra. I ricercatori dell'istituto per le scienze marine di Kiel e dell'istituto meteorologico di Amburgo hanno elaborato un nuovo modello climatico, che semplifica quelli precedenti non tenendo conto delle variazioni di temperatura sotto la superficie degli oceani ma solo di quelle superficiali, la cui misura negli ultimi anni è diventata molto più precisa.

Il nuovo sistema di previsione incorpora anche la Atlantic Multidecadal Oscillation (Amo), un ciclo naturale delle temperature oceaniche legato fortemente alle correnti che dai tropici arrivano in Europa. «Ci sono alcune incertezze nel modello - ha spiegato Noel Keenlyside, uno degli autori, alla Bbc - ma le nostre previsioni sono di un plateau nella curva della temperatura terrestre, che poi ricomincerà a salire». Nel dettaglio, secondo i ricercatori ci sarà una frenata del riscaldamento globale nei prossimi 15 anni, con la temperatura che almeno in Europa e in Nord America, le prime zone a cui è stato applicato il modello, rimarrà quasi invariata, per poi ricominciare a salire bruscamente dopo il 2020.

Questo andamento è dovuto proprio all'effetto della Amo, che riuscirà a neutralizzare quello dovuto ai gas serra. «È importante notare che anche se all'inizio la variabilità del clima maschera gli effetti causati dall'uomo, a lungo termine la nostra curva e quella dell'Ipcc si ricongiungono - spiega l'esperto - e questo conferma la bontà delle loro previsioni». Il modello è stato testato sulle variazioni di temperatura dal 1950 al 1980, dando ottimi risultati.

Gli stessi ricercatori insistono sul fatto che i dati non devono far “rilassare” i governi alle prese con misure per mitigare l'effetto dell'uomo sul clima, che d'altra parte sta già mostrando altri effetti, oltre all'innalzamento della temperatura. Un altro studio, pubblicato dalla rivista Geophysical Research Letters, ha dimostrato che nel Pacifico e nell'Atlantico stanno crescendo le “zone ipossiche”, cioè quelle in cui c'è talmente poco ossigeno da mettere a rischio gli organismi mari.

Fonte : www.ilmessaggero.it
 
 

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