| Bla, bla e ancora bla… |
|
| Guido Guidi | |
|
Ricorderemo questi ultimi giorni per il ciclone Nargis che ha devastato
la Birmania. Non c’è voluto molto perchè Al Gore si gettasse nella
mischia dichiarando che questo evento, come quello dell’autunno scorso
in Bangladesh e ancora come accaduto due anni fa in Cina, sono la
conseguenza del riscaldamento globale (ci ha risparmiato Katrina, non
deve essersela sentita dopo la pesante bocciatura dell’Alta Corte Britannica).
A questo link
trovate un approfondimento. Del resto, quale occasione migliore del
lancio della sua TV commerciale in Italia per fare un pò di sano
proselitismo? Conferenza stampa a Roma, ospite al TG1 ieri sera ed a
Radio Deejay questa mattina.
Qualcuno dovrebbe metterlo al corrente di quanto segue:
In pratica, con buona pace di Al, mancano tutti gli ingredienti perchè l’intensità del ciclone Nargis (comunque media, valutata 3 su una scala da 1 a 5) possa essere riconducibile al cambiamento climatico, ma questo non ha impedito di cogliere la palla al balzo evidentemente. Guardando le immagini di questo ultimo disastro qualcuno avrà notato che i danni maggiori li hanno purtroppo subìti le fatiscenti infrastrutture che caratterizzano quella porzione del mondo. La via per fronteggiare questi inevitabili eventi è l’accelerazione dello sviluppo economico, industriale ed infrastrutturale delle zone disagiate, proprio quello che osteggiano Al Gore e gli ambientalisti di maniera con queste tragicomiche campagne di terrore climatico dietro cui si celano affari d’oro e filosofie di Malthusiana memoria. Chissà se il nostro eroe deciderà di devolvere almeno uno dei 300mln di dollari che ha raccolto recentemente per aiutare chi ne ha veramente bisogno, piuttosto che per organizzare il prossimo concerto. Bla, bla e ancora bla. Fonte: www.climatemonitor.it |
Approfondimenti 












