| Global warming: il punto dolente |
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Bjorn Lomborg è un personaggio noto nel mondo
ambientale per essere considerato un bastian contrario, uno che si
rende la vita difficile prendendo posizioni contrastanti su importanti
questioni scientifiche.
Ebbene, pur se tacciati di "negazionismo" da gran parte della comunità scientifica, alcuni studiosi sostengono che le preoccupazioni per il global warming, e le ricette per combatterlo prescritte da Al Gore siano fuori luogo ed anche pericolose. Uno di questi arditi è appunto Bjorn Lomborg, direttore del Copenhagen Consensus Centre, un gruppo che vede riuniti i più autorevoli economisti del mondo, che tastano e cercano di proporre le migliori soluzioni nell'affrontare il futuro, a cui chiedere periodicamente, come è possibile ottenere risultati migliori e in minor tempo. Di lui i suoi detrattori dicono che non è ne un economista ne un climatologo e il presidente dell’Ipcc, il panel dell’Onu che studia i cambiamenti climatici R. K. Pachauri, ha addirittura accostato il suo modo di pensare agli esseri umani molto simile a quello di Adolf Hitler. Eppure, le opinioni di questo ex militante di GreenPeace sono state ampiamente dibattute su prestigiose riviste quali Scientific American, e sostenute da Time, Wall Street Journal e di recente dal quotidiano britannico The Guardian, che lo considera come una delle 50 persone più influenti che possono salvare il mondo.
Così, mentre Al Gore è impegnato
nella sua grande campagna ambientale, fondando web tv, società di
energia pulita, studi di consulenza, ed esortando il governo e il
popolo del suo paese ad impegnarsi a produrre tutta l'energia elettrica
di cui necessita, utilizzando le sole fonti rinnovabili per i prossimi
10 anni... l'impavido danese va per la sua strada, portando avanti con
più convinzione la sua contro ricetta, e presentando il suo nuovo libro
“Cool it ” (in italiano: “Stiamo freschi, perché non dobbiamo preoccuparci troppo del riscaldamento globale”). Ad oggi, il livello d'inquinamento nei paesi occidentali sta diminuendo, non salendo. E questo succede perchè si è più consapevoli e si sono sviluppate tecnologie più pulite. Per Lomborg è singolare che il premio Nobel per la pace 2007 l'abbiano dato anche ad Al Gore, il quale dice cose diverse dall'altro assegnatario l'Ipcc, la fonte più accurata di dati sul global warming . Per l'Ipcc lo scioglimento dei ghiacci farà salire il livello dei mari di 18-30 centimetri entro il 2100: lo stesso aumento dei 150 anni precedenti. Per Gore i centimetri saranno venti volte di più. Il che è curioso!
"Immaginiamo che da domani il mondo intero decidesse di seguire il Protocollo di Kyoto, dice l'ambientalista danese in un'intervista al free press City.
Il costo sarebbe di 150 miliardi di dollari l'anno... Risultati: al
posto di raggiungere una certa temperatura nel 2100, la raggiungeremmo
nel 2106. Insomma, seguendo i rimedi indicati da Gore, le famiglie del
Bangladesh, le cui case saranno sommerse dalle acque avranno 6 anni di
tempo in più per fare le valigie. A 150 miliardi di dollari l'anno!" Non è un'idea miope, chiede l'intervistatore, si salverebbero vite lasciandole però sulla bomba ad orologeria di un mondo dal clima folle.
Vero,
risponde Lomborg, ma se la gente resta povera non si farà scrupoli a
tagliare alberi, a degradare l'ambiente già poco curato in cui vive
Finora,
dice Lomborg, in fondo tagliare CO2 è costoso e poco utile. Bisogna
trovare soluzioni migliori. Un esempio: oggi i pannelli solari costano
troppo. La Germania ne comprerà per 120 miliardi di euro, con l'effetto
di spostare in là il riscaldamento globale a fine secolo, di un'ora. Allora, domanda l'intervistatore di City, perchè il mondo si è innammorato della causa di Al Gore? Risponde Bjorn Lomborg: "Forse perchè ha una struttura quasi religiosa: c'è il male da combattere, la CO2. Ma se spegniamo abbastanza lampadine alla fine ci sarà la salvezza del pianeta". Io temo davvero il global warming ma non dobbiamo più fare errori. Prenda i biocarburanti che si fabbricano con mais e canna da zucchero. Per ridurre la CO2 abbiamo preso il cibo ai poveri per metterlo nei nostri serbatoi, abbiamo spinto i poveri a distruggere le foreste e farne campi da coltivare e speso miliardi per i sussidi all'agricoltura. Meglio darci una calmata, scegliere le priorità ed investirci, no?!Fonte:http://ilprofessorechos.blogosfere.it |
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