Febbraio 2009 dopo un bimestre invernale caratterizzato da un incredibile serie di fasi perturbate di matrice atlantica e mediterranea dalle caratteristiche miti ha rotto il trend proponendo una delle fasi fredde più lunghe degli ultimi anni.
Il mese è iniziato molto caldo ed umido, la prima decade è risultata mediamente di +1,5° più calda della media con la maggior parte delle precipitazioni che si sono concentrate in questo periodo.
A partire dalla seconda decade e, con gradualità, fino alla fine del mese tutto il territorio regionale ha vissuto una fase fredda e a tratti nevosa, specialmente per il versante adriatico e la fascia costiera con accumuli consistenti.
Alla fine il mese è risultato termicamente più freddo della media di circa -0,5°/-1°, ma è stato meno piovoso della media a causa delle secche e fredde correnti continentali che hanno prodotto fenomeni solo sulle zone esposte.
Analizzando le figure bariche in quota si nota a colpo docchio la differenza con il trend dei mesi precedenti dominati da correnti sud occidentali, infatti il mese le correnti in quota dominanti sono state quelle nord orientali di origine artica.
Chiaro che con il dominio delle fredde correnti orientali lanomalia termica è stata negativa anche alla strategica quota di 850hpa, si registra un notevole -2° di anomalia.
Vorrei aprire una piccola parentesi su quale può essere stata la causa di un così importante cambio di circolazione e che è oggetto di studio da parte dei maggiori ricercatori del campo; la teoria più accreditata è orientata allinfluenza esercitata dal poderoso riscaldamento stratosferico (strat warming) che si è verificato a fine gennaio.
Sembrerebbe che questo potente fenomeno, nella sua evoluzione dalla stratosfera alla troposfera, abbia causato la disgregazione del Vortice Polare e la conseguente discesa di aria fredda a latitudini più basse, ma si tratta di materia molto complessa anche per gli addetti ai lavori.
Il mese, volendo analizzare alcune fasi salienti, è stato caratterizzato da incredibili fasi contrapposte passano da miti correnti mediterranee di lontana origine oceanica a fredde ed intense correnti artiche continentali apportatrici di bufere di neve fin sulla costa.
Gli estremi termici della fascia costiera, infatti, li troviamo nei 19,7° riportati durante la prima decade e se li rapportiamo alle massime di +1°, riscontrate al culmine dellondata di freddo il giorno 19, comprendiamo lestrema dinamicità che ha contraddistinto il periodo di studio.
Per le altre zone della regione, paradossalmente, gli estremi massimi sono stati riscontrati il giorno 28 durante una fase prefrontale, ma le giornate mediamente più miti rientrano tutte nella calda prima decade.
La lunga fase fredda non ha risparmiato nessuna zona della regione e lestremo minimo di -10,8° raggiunto in Alto Molise ne è una chiara dimostrazione, come le minime abbondantemente sottozero registrate in tutta la rete di monitoraggio e le numerose giornate di ghiaccio nelle stazioni di alta collina dei versanti orientali.
Un capitolo a parte è da dedicare alle precipitazioni nevose che hanno interessato quasi tutta la regione; partendo dalla provincia dIsernia, dove sono state sporadiche, il capoluogo provinciale è stato imbiancato più volte ma con accumuli modesti, maggiori apporti salendo di quota, ma sempre limitati dalla scarsità delle precipitazioni. LAlto Molise ha avuto la sua buona razione di bufere che hanno accumulato molti centimetri in quota. Anche il Matese ha avuto una prima fase nevosa, ma nulla deccezionale.
La zona di Campobasso ha avuto discreti apporti nevosi, purtroppo inferiori alle attese di quanto le previsioni lasciavano presupporre fino a poche ore dagli eventi.
Il versante orientale e la fascia costiera sicuramente ricorderanno per anni le eccezionali nevicate che hanno interessato tutta la zona; la neve è caduta a più riprese a Termoli imbiancando anche la spiaggia, vere e proprie bufere hanno interessato i comuni dellimmediato entroterra accumulando decine di centimetri di neve a Larino, Ururi, Montenero di Bisaccia e le vicine cittadine abruzzesi di San Salvo e Vasto.
Ringraziamo tutti gli amici che hanno testimoniato sul forum questa emozionante fase, sia con interventi che con reportage fotografici, e che ci hanno fatto battere tutti i record di accessi rendendo Meteomolise il sito più visto della regione!!!
Questi sono i dati derivati dal monitoraggio della rete di stazioni molisane e delle zone limitrofe:
Questo mese aggiungiamo anche il monitoraggio delle zone montuose grazie al servizio Meteomont del Corpo Forestale dello Stato.
Anche i nostri monti hanno sofferto il caldo periodo iniziale con una fase di disgelo che ha compromesso il manto nevoso fino ai 1400mt, successivamente con lingresso delle correnti fredde settentrionali la situazione è migliorata e la neve è tornata a cadere su tutti i gruppi montuosi con temperature molto basse.
Il mese chiude con queste altezze medie del manto nevoso:
ALTO MOLISE: 46cm
MAINARDE: 59cm
MATESE: 64cm
Scarica l'analisi climatica mensile curata e redatta dal team CS-Analisi Climatica di MeteoNetwork in collaborazione con Meteo Molise. Report di FEBBRAIO Italia di Centro (Include il Molise)
Lunedì 09 Marzo 2009 17:54
Report di Febbraio 2009: il ritorno dell'inverno
Scritto da Daniele Guglielmi
Febbraio è lultimo mese dellinverno meteorologico, per le zone appenniniche rappresenta spesso il culmine e la maturità della stagione invernale. I ricordi sia degli appassionati che delle persone comuni vanno dal celeberrimo 1956, al 1986 per finire al più recente 2005 con i metri di neve sulle nostre montagne.
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Meteo report
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