Un involucro
gassoso avvolge il nostro pianeta. È una miscela di vari gas
le cui proporzioni variano secondo la quota: ossigeno, azoto, argon,
anidride carbonica, vapore acqueo ecc. Noi viviamo immersi
in questo strato di gas che intorno al livello del mare raggiunge il
massimo di densità: a 15.000 metri la pressione dei gas
atmosferici è già diminuita di dieci volte, a
30.000 di oltre cento volte; a 200.000 metri l'atmosfera e così
rarefatta che può essere considerata assente. In genere non ci
accorgiamo della massa di gas atmosferici che ci circonda e
sovrasta: gli indizi sono indiretti: uno scarico di gas soffocanti ci
ricorda che stiamo respirando "qualcos'altro"; il vento è
materia gassosa che ci viene scagliata addosso; le nuvole, così
come le goccioline che formano la nebbia, "galleggiano" dentro
qualcosa. La porzione di atmosfera cui ci interessiamo maggiormente è
quella degli strati bassi (fino 15.000 metri di quota) detta
troposfera, in cui avviene la maggior parte dei fenomeni
meteorologici.Le nuvole e il tempo
Due fattori
fondamentali sono all'origine dei fenomeni meteorologici che si
svolgono nell'atmosfera della Terra: l'acqua e il calore.
L'acqua è presente in abbondanza sul nostro pianeta: sia nelle
grandi riserve costituite da mari, fiumi e laghi, nell'aria sotto
forma di vapore acqueo (invisibile) oppure di goccioline, gocce,
cristalli ghiaccio (visibili come nuvole, nebbia, precipitazioni,
arcobaleni ecc.). L'irradiazione solare quotidianamente riscalda in
modo differenziato la superficie terrestre, la quale, a sua volta,
cede calore all'atmosfera, provocando ad esempio i venti; è
ancora il calore del Sole che rende possibile l'evaporazione
dell'acqua e la sua risalita nell'atmosfera. Questo è il
motore ed il meccanismo dell'instancabile circolazione dell'aria
intorno alla superficie terrestre, delle nubi e delle
precipitazioni, di tutto ciò insomma che chiamiamo "tempo
atmosferico".
Naturalmente altri fattori, come
l'inclinazione dell'asse terrestre, la presenza di rilievi e grandi
masse d'acqua, partecipano a questo meccanismo dando luogo a
fenomeni, come le stagioni o le brezze, che rendono così
complesso il tempo e così problematica la sua previsione.Il clima
Nonostante
la notevole variabilità del tempo atmosferico e la difficoltà
della previsione a medio e breve termine, la superficie della
Terra può essere suddivisa in parecchie zone, in ciascuna
delle quali il tempo segue, nel corso di ogni anno solare, un ciclo
di massima regolare e prevedibile. Si tratta delle cosiddette regioni
climatiche, cioè zone in cui i parametri di temperatura,
umidità e pressione e i fenomeni meteorologici (venti,
precipitazioni, ore di insolazione ecc.) presentano andamenti
analoghi anno dopo anno. Qui però, sebbene siano valide alcune
grandi classificazioni (per esempio: climi più freddi e
stagioni più marcate verso i poli; climi più caldi
nelle zone tropico-equatoriali; aria più fredda nelle zone
montuose), le caratteristiche geografiche (rilievi montuosi,
grandi pianure, fiumi, coste oceaniche ecc.) e geologiche
(aspetto e natura del terreno) determinano variazioni enormi che
rendono conto del gran numero di climi differenti. Può così
accadere che alla medesima latitudine siano presenti zone aride
e desertiche e zone umide e fertili, mentre si verificano fenomeni
come il monsone, che interessa il bacino settentrionale
dell'Oceano Indiano ed è determinato non dalla circolazione
atmosferica generale, ma dalle esigenze dell'equilibrio termico
"locale" tra la massa montuosa himalayana e l'oceano.Gli agenti esterni della trasformazione dei paesaggi
L'atmosfera
(e i fenomeni meteorologici) e le acque superficiali (oceani, fiumi;
laghi, ghiacciai ecc.) costituiscono le cause principali
dell'originalità del volto del nostro pianeta. Esse
infatti hanno profondamente alterato e modellato la crosta, con
un'azione lentissima, aggiungendo ai movimenti tettonici e alle
violente manifestazioni vulcaniche altri processi sia chimici
che fisici, sia di erosione che di accumulo. Alle rocce "pure" di
origine ignea si affiancano così le rocce sedimentarie,
prodotto dell'interazione tra la crosta e le acque e
l'atmosfera, e quelle metamorfiche. Ai paesaggi vulcanici e
montuosi della Terra primitiva si sovrappongono le azioni del
vento e delle onde marine, dei fiumi e dei ghiacciai, dell'umidità
e delle precipitazioni, fenomeni capaci di scavare e tagliare,
trasportare e ammassare, costruire e demolire forme sempre
nuove. L'attuale volto della Terra è dunque il risultato
del lavoro di forze interne (vulcaniche e tettoniche) e esterne
(atmosferiche, idriche ecc.) tutte ancora attive.FINE PRIMA PARTE.
Foto: Imageafter.com

Conosciamo
la Terra in cui abitiamo: ci camminiamo sopra, ci costruiamo, ci
lavoriamo. Conosciamo il cielo che ci sovrasta: sappiamo dire quando
c'è il sole e quando è brutto, piove e ci ripariamo.
Eppure ogni tanto la terra e il nostro cielo ci sembrano
incomprensibili. Si esce dalla città in un giorno di vento e
lo spettacolo delle nubi in corsa che crescono, si trasformano e
spariscono, appare insieme grandioso ed indecifrabile. La vista
panoramica di una catena montuosa o di una a ancora intatta pone
interrogativi sul perché delle loro forme.