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Nel caso de “La Niña” gli stessi Alisei tendono a rinforzarsi permettendo una risalita di acqua fredda nell’oceano e rendendo di conseguenza il Pacifico orientale più freddo del normale. Questo raffreddamento ha una direzione di propagazione opposta a quello del riscaldamento in fase Niña, procedendo dalle coste peruviane verso il Pacifico occidentale. Uno degli effetti maggiormente valutabili in seguito a tale raffreddamento è l’aumento della violenza degli uragani nel sud-est asiatico ( il caso del Myanmar o ex Birmania negli ultimi giorni è una testimonianza ), e certamente una modifica della circolazione atmosferica a livello globale. |
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| Le figure mostrano l’aumento di
risalita di acqua fredda nell’oceano in corrispondenza delle coste
sudamericane in fase Niña e il conseguente aumento della
convezione ( evaporazione-condensazione) in area asiatica con
incremento della possibilità di formazione di uragani.
E’ stato osservato, ancora, che durante "la Nina", l’area di alta pressione, più o meno stazionaria, che si forma sul sud America, favorisce la discesa di aria fredda polare nel continente nord americano, apportando inverni particolarmente rigidi in Canada che spesso si protraggono fino in primavera ( anche questo verificato quest’anno !) Inverni caldo umidi si verificano, invece, nel sud est asiatico e nel nord Australiano, mentre, nel sud America si ha in genere un andamento meteo-climatico più freddo con abbondanza di precipitazione sul versante atlantico e siccità sul versante pacifico. L’illustrazione a corredo mostra le anomalie di temperatura e precipitazione in fase Niño e basta invertire le colorazioni sulle stesse zone per ottenere uno schema sufficientemente valido in fase Niña. |
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| Come si nota, non vengono considerati
effetti in area Europea, questo perché certezze sugli effetti
in tale area ancora non si hanno e i dati a disposizione a volte
hanno dato risultati contraddittori.
Pare, almeno dagli studi effettuati dal
centro meteorologico britannico, che nella fase tardo-invernale
l’effetto “Niña” si manifesti con un aumento della
velocità della corrente a getto e condizioni meteo in
nord-Europa di mitezza, elevata umidità e forti venti. |
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| A conclusione della descrizione dei fenomeni Niño-Niña, torniamo al nostro indice ENSO che li caratterizza; esso, può assumere un valore positivo o negativo a seconda che ci troviamo in fase Niño o in fase Niña. Tale valore ha una intensità che varia in modo proporzionale alla forza con cui questi fenomeni si manifestano, cioè alla anomalia di temperatura e alla loro estensione superficiale. |
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Un esempio di grafico per l’indice
ENSO è quello sopra che mostra con la colorazione Rosso i
periodi contraddistinti da eventi “Niño”, mentre la
colorazione Blù è associata a periodi “Niña”.
Nel prossimo articolo inizieremo a parlare di altri indici che ci interessano molto più da vicino coinvolgendo direttamente l’Atlantico e il clima europeo ad esso associato.
Tali indici, forse saranno un po’ difficili da interpretare, ma ci aiuteranno tantissimo nel prevedere le mosse che l’oceano a noi connesso si prepara a fare, chiudendo o aprendo la famosa porta da cui entrano le perturbazioni.

L'altro fenomeno legato all'indice
ENSO è denominato "La Niña",che già dal nome
fa capire come tale abbia strette correlazioni col primo, ma stavolta
dalle caratteristiche opposte, cioè fredde.

