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Articoli filtrati dai tag: previsioni
Mercoledì 16 Febbraio 2011 15:54

MIRAGGI FREDDI!!!

La prima metà di febbraio ci ha regalato un lungo periodo di stabilità, da poche ore l’approssimasi di correnti occidentali umide e molto instabili ha riportato pioggia e neve sui versanti esposti.

 

Il quadro europeo vede il Vortice Polare canadese in attività sul nord Atlantico che spinge una saccatura fin verso le coste europee, mentre un vortice in quota gelido staziona tra la Scandinavia e la Russia Europea senza possibilità di spingersi ad occidente.

 

La saccatura nord atlantica nei prossimi giorni è prevista in movimento verso oriente, la perturbazione al suolo ad essa collegata richiamerà vari fronti perturbati che colpiranno gran parte della Penisola per le prossime 48/72 ore.

Nel contempo un esteso campo d’alta pressione di natura termica inizierà a formarsi sull’Europa nord orientale generando un bacino d'aria gelida al suolo.

 

A seguire è previsto durante il prossimo fine settimana un generale miglioramento con l’affermazione di un blando campo d’alta pressione sul Mediterraneo centro occidentale.

 

Novità importanti arrivano dagli ultimi aggiornamenti dei principali modelli di calcolo, questa è la tendenza oggi più probabile (50%):

 

Il VP Canadese in affondo fin sul medio atlantico provocherà un’imponente risalita d’aria calda oceanica verso l’Islanda, l’iterazione con la preesistente alta pressione termica russa potrebbe causare la rapida discesa di masse d’aria molto fredda d’origine artica continentale verso l’Europa centrale e, di seguito, verso il Mediterraneo Centrale.

È molto probabile la formazione di una depressione sui mari meridionali italiani che potrebbe provocare un peggioramento di stampo invernale.

La tendenza è da confermare con le prossime uscite, ma c’è un certo accordo tra i vari modelli per l’evoluzione della dinamica generale.

 

 

Queste le condizioni del tempo sulla nostra regione nei prossimi giorni:

 

dal 16 al 18 febbraio condizioni di tempo molto instabile, perturbato inizialmente sul versante occidentale e, successivamente, su quello orientale. Precipitazioni moderate, forti sulle zone montuose esposte, neve in montagna. Temperatura in netto calo per quanto riguarda le massime, in aumento le minime, generalmente in linea con le medie del periodo.

 

Dal 19 al 21 febbraio, lento miglioramento con tempo ancora instabile sulle zone interne. Temperatura in leggero aumento nei valori massimi.

 

In seguito si entra nelle paludi dell’indefinibile! Probabile un nuovo peggioramento con la quota neve in discesa fino a quote molto basse per l’ingresso d’aria artica continentale tra il 24 e 25 febbraio richiamata da una depressione sull’Italia meridionale. (DA CONFERMARE!!!)

 

 

Cercheremo di aggiornare in questo spazio e sul forum la tendenza che vede il ritorno di condizioni pienamente invernali sulla nostra regione cercando di analizzare attentamente quanto i modelli propongono di uscita in uscita. Negli ultimi giorni i modelli sembra che abbiano tracciato la tendenza al freddo continentale con più sicurezza, considerando che molto spesso nelle ultime settimane le code delle uscite giornaliere continuavano a proporre scenari freddi posticipando però di volta in volta…

Adesso sia gli spaghi GFS sia la media di READING sono concordi al ritorno di configurazioni fredde, non ci resta che aspettare!

 

 

 

Ormai è alle porte il periodo di transizione verso la stagione autunnale: quali saranno i probabili risvolti meteorologici? Una valutazione a così lunga gittata può avvenire solo per via probabilistica, tramite le proiezioni stagionali da interpretare come semplici linee di tendenza.

Agosto si sta per concludere ed il suo andamento è stato a tratti schizofrenico, nonostante quest'ultimo scorcio caldo e soleggiato. Cosa dobbiamo aspettarci per il mese di settembre? Una risposta a questo quesito non è semplice: di sicuro sappiamo che una svolta meteo è all'orizzonte per gli ultimissimi giorni d'agosto, pertanto il primo mese autunnale dovrebbe esordire in condizioni termiche ben diverse da quelle del clima cocente attuale. L'andamento successivo richiede l'ausilio di proiezioni stagionali, le cui performance, come è noto, non sono sempre così ottimali, specie se valutate sui risultati effettivi che si raggiungono a piccola scala.

Un eventuale tuffo radicale nell'autunno (inteso a 360 gradi) richiederebbe un severo cambio di circolazione, cui potrebbero porre un certo contrasto le attuali anomalie termiche superficiali degli Oceani, ad iniziare dalla fase molto calda delle acque atlantiche e dal ritorno in grande stile della Nina sul Pacifico Equatoriale, le cui conseguenze potrebbero tuttavia avvertirsi più decise solo in seguito. In sostanza, va dunque evidenziato che non ci attendiamo l'ingresso a getto continuo di perturbazioni atlantiche, ma questo non significa che si avranno domini anticiclonici o clima più caldo della norma. Vediamo cosa intravedono per settembre alcune emissioni dei modelli climatici che elaborano tendenze stagionali.

IBIMET-CNR L'aggiornamento dell'ultima emissione risale a luglio, pertanto rischia d'essere un po' troppo arretrata per fornire indicazioni di una certa attendibilità per settembre. Il modello IBIMET suggerirebbe, valutando le anomalie di geopotenziale all'altezza di 850 hPa, un contesto nel complesso mediamente anticiclonico su buona parte dell'Europa Centro-Occidentale e sul Mediterraneo, mentre una probabile lacuna ciclonica più accentuata si avrebbe tra le nazioni dell'Est Europa ed i Balcani. In merito alle temperature, prevarrebbe una probabilità di valori un po' sotto la norma, specie sul comparto balcanico-danubiano, ma anche probabilmente sull'Italia e sul Centro Europa.

La causa sarebbe da attribuire alle frequenti avvezioni fresche nord-atlantiche o scandinave, convogliate da un anticiclone oceanico probabilmente spesso sbilanciato verso nord. Verrebbe sostanzialmente confermato il completo capovolgimento di circolazione rispetto a quella dominante della caldissima fase estiva in Russia, durata fino a tutta la seconda decade d'agosto. Per l'Italia ci aspettiamo un mese variabile e con sbalzi termici, ma in un contesto probabilmente vicino alla norma: non sembrano esserci i presupposti per un inizio d'autunno così piovoso, anzi la pluviometria potrebbe attestarsi sotto la media, specie sul Nord, sulle due Isole Maggiori e sulle zone tirreniche.

Le previsioni probabilistiche per le anomalie termiche prospettate dal modello NCEP per il mese di settembre 2010. Fonte NOAA-NCEP

NCEP L'ultima tendenza del modello CFS (Climate Forecast System) presso l'NCEP, che ha avuto buone prestazioni per le previsioni del trimestre estivo, avvalora la possibilità di un mese di settembre contraddistinto da condizioni termiche più fresche della norma su una buona fetta d'Europa (prima immagine a lato), comprese le zone del Mediterraneo fra la Spagna e l'Italia Centro-Settentrionale. A differenza delle elaborazioni CNR, le proiezioni americane individuano non solo le temperature potenzialmente sottomedia su parte del nostro Paese, ma anche le piogge presenti e localmente oltre la norma, oltre che su parte del territorio italiano, anche sulle nazioni affacciate al Mediterraneo Centro-Occidentale, compreso il Nord Africa. Non è semplice intuire da cosa potrebbe scaturire il periodo di vivace instabilità alle nostre latitudini, non essendovi a disposizione le proiezioni delle anomalie dei geopotenziali.


Le previsioni probabilistiche per le anomalie pluviometriche prospettate dal modello NCEP per il mese di settembre 2010: le tonalità sul verde evidenziano possibili situazioni piovose oltre la norma. Fonte NOAA-NCEP


IRI Il sistema di previsione utilizzato dall'IRI mette insieme una serie di risultati di alcuni modelli stagionali, tra i quali, ad esempio, il NSIPP statunitense, l'ECHAM 4.5 di provenienza europea, o il CCM3. Si tratta di proiezioni per l'autunno che sembrano andare in controtendenza rispetto alle altre proiezioni dei principali Centri di Calcolo La carta che vediamo in basso si riferisce alla tendenza ufficiale preannunciata da IRI su base trimestrale (settembre, ottobre e novembre), che vedrebbe con maggiori probabilità temperature sopra la norma su gran parte dell'Europa.

Le previsioni multimodel dell'IRI per le temperature del trimestre compreso fra settembre e novembre: sembra importante la possibile fase termica sopramedia su buona parte dell'Europa.


Come possiamo notare, la mancata convergenza della linea di tendenza fra queste elaborazioni stagionali induce inevitabilmente a tanta prudenza e a prendere i vari scenari prospettati con le pinze. Nei prossimi giorni cercheremo d'analizzare, aldilà di questo tipo di tendenze, come le attuali anomalie oceaniche (parametro troppo fondamentale) potrebbero determinare l'andamento meteo generale dei prossimi mesi.

 

Meteo Giornale » Archivio » Previsioni Climatiche »

Settembre, primo mese d'autunno: le tendenze viste con l'occhio dei modelli stagionali

Proiezioni stagionali per settembre: sarà subito autunno, o si percepirà la lunga scia di fine estate?

Ormai è alle porte il periodo di transizione verso la stagione autunnale: quali saranno i probabili risvolti meteorologici? Una valutazione a così lunga gittata può avvenire solo per via probabilistica, tramite le proiezioni stagionali da interpretare come semplici linee di tendenza.

Mauro Meloni: 26-08-2010 ore 13:33

Agosto si sta per concludere ed il suo andamento è stato a tratti schizofrenico, nonostante quest'ultimo scorcio caldo e soleggiato. Cosa dobbiamo aspettarci per il mese di settembre? Una risposta a questo quesito non è semplice: di sicuro sappiamo che una svolta meteo è all'orizzonte per gli ultimissimi giorni d'agosto, pertanto il primo mese autunnale dovrebbe esordire in condizioni termiche ben diverse da quelle del clima cocente attuale. L'andamento successivo richiede l'ausilio di proiezioni stagionali, le cui performance, come è noto, non sono sempre così ottimali, specie se valutate sui risultati effettivi che si raggiungono a piccola scala.

Un eventuale tuffo radicale nell'autunno (inteso a 360 gradi) richiederebbe un severo cambio di circolazione, cui potrebbero porre un certo contrasto le attuali anomalie termiche superficiali degli Oceani, ad iniziare dalla fase molto calda delle acque atlantiche e dal ritorno in grande stile della Nina sul Pacifico Equatoriale, le cui conseguenze potrebbero tuttavia avvertirsi più decise solo in seguito. In sostanza, va dunque evidenziato che non ci attendiamo l'ingresso a getto continuo di perturbazioni atlantiche, ma questo non significa che si avranno domini anticiclonici o clima più caldo della norma. Vediamo cosa intravedono per settembre alcune emissioni dei modelli climatici che elaborano tendenze stagionali.

IBIMET-CNR L'aggiornamento dell'ultima emissione risale a luglio, pertanto rischia d'essere un po' troppo arretrata per fornire indicazioni di una certa attendibilità per settembre. Il modello IBIMET suggerirebbe, valutando le anomalie di geopotenziale all'altezza di 850 hPa, un contesto nel complesso mediamente anticiclonico su buona parte dell'Europa Centro-Occidentale e sul Mediterraneo, mentre una probabile lacuna ciclonica più accentuata si avrebbe tra le nazioni dell'Est Europa ed i Balcani. In merito alle temperature, prevarrebbe una probabilità di valori un po' sotto la norma, specie sul comparto balcanico-danubiano, ma anche probabilmente sull'Italia e sul Centro Europa.

La causa sarebbe da attribuire alle frequenti avvezioni fresche nord-atlantiche o scandinave, convogliate da un anticiclone oceanico probabilmente spesso sbilanciato verso nord. Verrebbe sostanzialmente confermato il completo capovolgimento di circolazione rispetto a quella dominante della caldissima fase estiva in Russia, durata fino a tutta la seconda decade d'agosto. Per l'Italia ci aspettiamo un mese variabile e con sbalzi termici, ma in un contesto probabilmente vicino alla norma: non sembrano esserci i presupposti per un inizio d'autunno così piovoso, anzi la pluviometria potrebbe attestarsi sotto la media, specie sul Nord, sulle due Isole Maggiori e sulle zone tirreniche.

immagine 1 del capitolo  del reportage 18622

La temperatura media ad 850 hPa ipotizzata per settembre 2010 dal modello stagionale Ibimet: si osservi, per via del colore azzurrino, la probabilità di isoterme nel complesso sotto la norma un po' su tutta l'Europa Centro-Occidentale. Fonte Ibimet-CNR.

immagine 2 del capitolo  del reportage 18622

Le previsioni probabilistiche per le anomalie termiche prospettate dal modello NCEP per il mese di settembre 2010. Fonte NOAA-NCEP

NCEP L'ultima tendenza del modello CFS (Climate Forecast System) presso l'NCEP, che ha avuto buone prestazioni per le previsioni del trimestre estivo, avvalora la possibilità di un mese di settembre contraddistinto da condizioni termiche più fresche della norma su una buona fetta d'Europa (prima immagine a lato), comprese le zone del Mediterraneo fra la Spagna e l'Italia Centro-Settentrionale. A differenza delle elaborazioni CNR, le proiezioni americane individuano non solo le temperature potenzialmente sottomedia su parte del nostro Paese, ma anche le piogge presenti e localmente oltre la norma, oltre che su parte del territorio italiano, anche sulle nazioni affacciate al Mediterraneo Centro-Occidentale, compreso il Nord Africa. Non è semplice intuire da cosa potrebbe scaturire il periodo di vivace instabilità alle nostre latitudini, non essendovi a disposizione le proiezioni delle anomalie dei geopotenziali.

immagine 3 del capitolo  del reportage 18622

Le previsioni probabilistiche per le anomalie pluviometriche prospettate dal modello NCEP per il mese di settembre 2010: le tonalità sul verde evidenziano possibili situazioni piovose oltre la norma. Fonte NOAA-NCEP

IRI Il sistema di previsione utilizzato dall'IRI mette insieme una serie di risultati di alcuni modelli stagionali, tra i quali, ad esempio, il NSIPP statunitense, l'ECHAM 4.5 di provenienza europea, o il CCM3. Si tratta di proiezioni per l'autunno che sembrano andare in controtendenza rispetto alle altre proiezioni dei principali Centri di Calcolo La carta che vediamo in basso si riferisce alla tendenza ufficiale preannunciata da IRI su base trimestrale (settembre, ottobre e novembre), che vedrebbe con maggiori probabilità temperature sopra la norma su gran parte dell'Europa.

Pubblicato in Rassegna climatologica