Tutti costoro parlano di Campobasso o sulle esagerate relazioni di chi non vi ha dimorato lungo tempo, o se vi è stato ne parla a strapazzo come suol farsi di ogni luogo che non sia la terra nativa.
Gli abitanti, e per di meglio, i Campobassani ritengono che il clima del loro paese sia eccellentissimo. Il vero è che il clima della città non è né eccessivamente freddo né eccessivamente umido: temperatissimo d’estate, sollevabile d’inverno.
Variabile per i repentini passaggi dal caldo al freddo a causa della esposizione del paese, e delle strade e piazze assai ampie, fortunatamente alberate tanto bene, in alcuni punti, da non risentirsi i forti e rigidi venti dell’inverno. L’aria è salubre e le malattie predominanti sono le reumastiche. La mortalità si mantiene sempre sulle sue solite proporzioni: e quando nei secoli passati le provincie del napolitano erano colpite dal colera ad altre malattie, Campobasso è stato uno dei paesi meno danneggiati, e questo per il suo clima, la sua posizione e la nettezza delle vie cui molto han tenuto e tengono le autorità e gli abitanti del paese.”
A. Mancini, anno 1934 (coll. 5/A)

