Rcercatori della British Antartic Survey e della Università di Birmingham, in uno studio pubblicato su Plos One nel 2008, hanno scoperto che la specie di merluzzo “Notothenia coriiceps“ che vive nelle acque del Polo Sud e che può superare i 2 metri di lunghezza e il quintale di peso, arriva a “congelarsi” durante l’inverno. Il sangue di questo pesce contiene particolari proteine con funzione “antigelo” che causano una sorta di ibernazione riducendo al minimo l’alimentazione e le attività metaboliche. L'ibernazione fa risparmiare energia, soprattutto in inverno quando viene a mancare il cibo. Molte specie di mammiferi, uccelli, rettili e anfibi vanno in ibernazione per periodi che vanno da alcuni giorni fino ad alcune settimane. Finora non era stata individuato nessun pesce che adottasse questo meccanismo per sopravvivere all'inverno! I ricercatori hanno registrato l'attività di nuoto, la frequenza cardiaca e il metabolismo con dispositivi elettronici miniaturizzati nell'arco di un intero anno solare. I risultati della ricerca sono stati sorprendenti ed hanno mostrato che non è la bassa temperatura dell’oceano ad invogliare il merluzzo all’ibernazione ma piuttosto la drastica variazione della luce solare che passa dalla quasi continuità durante l'estate alla quasi assenza durante l'inverno. I ricercatori inglesi concludono la ricerca con la speranza che il merluzzo antartico “svernante” possa svelare in futuro ulteriori processi cellulari attualmente ancora sconosciuti.
(da il Napoli del 16.01.2010)
Adriano Mazzarella
Responsabile Osservatorio Meteorologico
Università Federico II www.meteo.unina.it
