Ormai la Niña si estende vigorosa su una lunga linea dell'Oceano Pacifico. La sua influenza sul resto delle temperature delle acque superficiali oceaniche inizia a farsi sentire, anche se ultimamente è attenuato dalla fase stagionale calda. In generale si è avuto un vistoso calo delle SSTA globali.
Osserviamo subito la carta delle SSTA (anomalie termiche della superficie degli oceani) globali tratta dal prestigioso ente NOAA e realizzata secondo le tecniche più moderne e aggiornate (sistema OISST). Noteremo subito che la lingua blu e viola (colori che indicano SSTA fredde, cioè inferiori alla norma) si estende dalle coste del Perù sino quasi all'area dell'Oceania. In effetti la Niña è già in fase moderata, ma ci si aspetta che aumenti ancora la sua forza.
Nella prima carta, tratta dal prestigioso sito del NOAA, troviamo le SSTA (anomalie termiche della superficie degli oceani) globali e realizzata secondo le tecniche più moderne e aggiornate (sistema OISST). Nel secondo grafico (tratto dal sito prestigioso www.drroyspencer.com) vediamo la curva delle SSTA negli ultimi otto anni.
Ciò sta già provocando una diminuzione delle temperature superficiali delle altre aree oceaniche, in modo esattamente speculare a ciò che accade nelle fasi di Niño moderato o forte. Ovvio che tale oscillazione, più o meno regolare, avrebbe poco significato nel lungo termine climatico: ma da tempo sappiamo che vi sono anche oscillazioni di medio termine, più lunghe quindi di quelle di pochi anni in cui si susseguono fasi positive e negative del ciclo ENSO, in cui tende a prevalere una sola di queste fasi. Naturale che quando prevarrà la fase positiva (Niño) avremo SSTA globali più elevate e conseguentemente temperature troposferiche più alte. In caso contrario, con periodi dominati da maggior prevalenza di Niña, le cose andranno in modo diametralmente opposto. Se poi associamo, come è giusto fare, le SST al principale motore climatico, il Sole, in tutte le sue complesse interazioni con il nostro pianeta, allora avremo un'immagine più chiara, anche se sempre molto incompleta, del funzionamento del sistema climatico.
Certamente anche l'uomo ormai è diventato da tempo un attore non secondario nel definire il difficile schema del sistema climatico. L'uomo prima di tutto modifica il territorio, e ciò ha grandi implicazioni sul clima locale e regionale. L'uomo inquina i mari, gli oceani, e anche su questo aspetto esistono studi che dimostrano una correlazione col clima regionale. L'uomo infine introduce i gas serra, i famosi GHG, che secondo la teoria scientifica oggi più accreditata, sarebbero i principali responsabili dell'attuale fase di Riscaldamento Globale (Global Warming).
Dopo questa lunga digressione, che però era necessaria per inquadrare il senso di tale articolo, torniamo alle nostre SSTA globali e notiamo nel secondo grafico (tratto dal sito prestigioso www.drroyspencer.com) come le temperature superficiali oceaniche globali dopo una lunga salita, iniziata nel 2008 in occasione del precedente forte Niño, siano ora in netta discesa, frenata ultimamente (nel grafico in questione non si vede) dalla fase calda stagionale.
Tornando infine alla nostra carta delle SSTA globali, notiamo la PDO negativa, ma sopratutto notiamo che le temperature degli oceani tropicali sono ancora elevate, anche se in fase di decrescita costante. Parlo della TNA (Atlantico tropicale ) e soprattutto della IPWP, la grande piscina calda che tra Oceano Indiano e Oceano Pacifico, insieme ai cicli ENSO, rappresenta il volano del clima mondiale.
Infine, per quel che ci riguarda più da vicino, l'Atlantico settentrionale è ancora molto caldo, in piena fase AMO positiva. Ci aspettiamo con l'arrivo della stagione fredda che l'influsso della Niña si faccia sentire anche rispetto a questo indice causandone una netta diminuzione.

